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    Making the Web is like playing a game. Standard, Accessibility and Usability are only few rules.
    No game is awesome if you don't follow the rules.

    International Webmasters Association

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I miei primi quarant’anni

I miei primi quarant’anni

A differenza di tutti i post del blog, questo è un resoconto personale/professionale dei miei primi quarant’anni.

Chi mi ha conosciuto, sa che spesso parlo per massime. Quella che più mi si addice oggi è quanto affermato da Benjamin Franklin «A venti anni di età, regna la volontà; a trent’anni, l’arguzia; ed a quaranta, il giudizio.» Quindi, arrivato a questa età, è giudizioso fare un bilancio di ciò che ho fatto ad oggi, dei traguardi  raggiunti e delle nuove sfide che la vita mi proporrà. Forse sarà lungo da leggere tutto, ma prova ad arrivare fino in fondo, potresti leggere di te tra le righe di questo post.

Tante le esperienze vissute sul piano professionale: numerosi i cambiamenti, più volte ho dovuto o voluto mettermi in gioco, imparando dagli errori e cavalcando i successi; apprendendo da coloro che avevano da raccontarmi qualcosa, sempre assetato di quel sapere che le persone potevano darmi. Ed anche grazie al Web il numero di contatti personali e professionali è cresciuto attraverso questo sito ed i vari social network.

Associazionismo

Perché non menzionare IWA e la sua “prima linea” (Richard Brinegar, Roberto Scano, Pasquale Popolizio, Roberto Castaldo, Fabrizio Caccavello, Marta Leo, Sonia Tommasini, Daniela Dell’Aquila e tutti gli altri associati) che quotidianamente contribuisce a migliorare il Web attraverso la divulgazione e la diffusione della conoscenza sugli standard. Grazie ad IWA Italy, dal 2006, le mie esperienze si sono rese ancora più interessanti partecipando a gruppi di lavoro internazionali (W3C HTML5 Working Group, W3C Protocols & Formats Working Group, Skill Profiles Working Group), partecipando attivamente alla vita associativa sia come associato che come membro del consiglio direttivo, partecipando di anno in anno a sessioni divulgative (SMAU, Forum PA) come speaker e formative come docente. Ma l’aspetto maggiormente importante è che in IWA ho stretto forti rapporti umani con molti associati che danno il vero senso dell’associazionismo. Quell’associazionismo che non è casta, quel legame che non è in alcun modo legato al concetto di Denaro!

Freelance per scelta

Grazie al mio essere “freelance per sceltaho avuto modo di conoscere tante realtà. Piccole o grandi che fossero non importa, ciascuno aveva il proprio modo di pensare, di organizzare le loro attività ed essere in contempo produttive. Grazie al confronto ho imparato a rapportarmi meglio con le persone e maturare uno spirito professionale alquanto adattivo. Ho ricevuto così tante proposte di assunzione da numerose aziende in Italia, in Europa ed oltreoceano da aver perso il conto. Sono state tutte volentieri rifiutate per portare avanti il mio sogno professionale che quotidianamente contribuisco a realizzare.

Roy Batty (Blade Runner) dice “Ho visto cose che voi umani…” che se fossi stato alle dipendenze di una sola azienda, di un unico datore di lavoro, certamente non avrei potuto. Ed è il mio bagaglio professionale offerto e che si rinvigorisce ogni volta che mi approccio ad un nuovo progetto.

Quando colleghi mi hanno domandato e continuano a domandarmi se avrò intenzione di essere un developer a vita o di “elevare” la mia professione, ho sempre risposto che, fintanto che avrò la passione per questo aspetto, non ci sarà motivo di cambiare… E considerando che sono stato stregato all’età di 6 anni dal mitico Commodore 64 ed il suo magico manualetto rilegato ad anelli, state certi che ci vorranno almeno altri quarant’anni prima che possa valutare di “elevare” il mio profilo professionale!

Le persone che mi circondano

Tutte le scelte di una persona sono influenzate, direttamente ed indirettamente, dalle persone che si frequentano ed io sono stato certamente influenzato dai miei parenti, da tutti gli amici che mi circondano da sempre, come il mio compagno d’infanzia, con il quale continuiamo a sentirci e vederci con una certa frequenza pur abitando oggi a oltre 500 chilometri di distanza, i compagni di classe che a distanza di 20 anni non sono cambiati, almeno caratterialmente, restando i soliti idioti (in senso buono) di allora e che quotidianamente rallegrano la mia giornata attraverso WhatsApp, le persone che come meteore sono mi sono passate davanti e quelle che tutt’ora frequento al di fuori del contesto lavorativo, gli amori adolescenziali ed infine, il più importante: l’incontro con mia moglie, la mia compagna di vita, colei che è riuscita a rendermi una persona migliore, che mi completa e che dal primo giorno è una parte imprescindibile della mia vita. Colei che mi ha sostenuto in qualsiasi decisione, talvolta non condividendole ma rendendomi quotidianamente la persona più felice del mondo, colei che Amo! Grazie a lei ho due splendidi figli che ci rendono fieri ed orgogliosi, che ogni tanto ci danno del filo da torcere, mi rendo conto che è il gioco delle parti e che alla loro età anche io facevo le stesse cose (magari senza un tablet o uno smartphone, ma è solo il contesto che è cambiato, non il modo di essere), ma sono orgoglioso di avere questa famiglia!

Resoconto

Posso solo affermare che tra corse ed inciampi, amori e dissapori, amicizie e discussioni mi ritengo una persona estremamente fortunata. Tutto quello che è stato mi ha reso quello che sono. Ripeterei nuovamente tutti i miei sbagli, tutti i miei giorni e tutte le azioni fino ad arrivare ad oggi perché, anche attraversando momenti di solitudine e di sconforto, sono felice di dove sono arrivato! E credetemi non è poco.

Cosa mi riserva il futuro?

Come scriveva Lorenzo de’ Medici nella “Canzona di Bacco” «Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza.» A nessuno è noto il proprio futuro ed è meglio così, renderebbe solo meno interessante gli attimi di presente che si vivono. Certamente ho ancora tanti sogni da realizzare, tanta gente da incontrare e tante amicizie da consolidare. Considerando che Cristoforo Colombo a 41 anni ha scoperto l’America, io ho ancora tanti progetti personali, familiari e professionali da attuare; per cui ritengo che farò un nuovo resoconto al mio prossimo 40° compleanno…  nel frattempo faccio “tanti auguri a me” e un enorme “GRAZIE!” a te per aver contribuito a rendere speciale la mia vita! 

Diego La Monica