Lo scorso 24 Ottobre 2018, durante la manifestazione SMAU Milano 2018, mi è stata data l’opportunità  da IWA Italy, di esporre in due distinti workshop, il mio punto di vista in merito a due temi particolarmente caldi.

Il primo riguarda l’eticità dell’analisi comportamentale degli utenti durante l’uso delle app mobili mentre il secondo in collaborazione con il collega e amico Fabrizio Caccavello, era incentrato sull’identificazione di un corretto percorso di monetizzazione della propria app mobile.

Analisi comportamentale nelle App: pensare agli introiti contrasta con l’utilizzo etico dei dati personali?

Iniziato con un workshop quasi assimilabile ad un’inchiesta giornalistica, è stato raccontato di come Google faccia dei suoi prodotti gratuiti un Cavallo di Troia per acquisire sempre più dati e rivenderli in forma aggregata ai propri advertiser, di cosa sia realmente successo nello scandalo che ha coinvolto Cambridge Analytica e Facebook, di come invece possono essere usati eticamente i dati degli utenti e statistiche aggregate per fornire un reale valore aggiunto alle applicazioni.

Viviamo in un’era difficile, dove la propria identità digitale ha un prezzo, dove le grandi multinazionali a fronte di un servizio gratuito comprano ogni nostro più recondito segreto, interesse e passione. L’affermazione di Maometto: “Nessuno di voi è un vero credente se non desidera per suo fratello ciò che desidera per se stesso” può far riflettere su quanto un’analisi dei dati, dei comportamenti e delle interazioni non svolto in modo etico possa ledere la nostra privacy.
Tuttavia, in un’app mobile, l’analisi di alcuni comportamenti, il conseguimento degli obiettivi l’ascolto dei feedback e lo studio delle soluzioni adottate dai competitor è fondamentale per definire i miglioramenti da attuare ed aumentare il consenso ed il coinvolgimento degli utenti.
Durante questo workshop saranno affrontati casi d’uso reale, talvolta eclatanti e, con numeri alla mano, si evidenzierà quanto e come è possibile migliorare.

Ideare un’app e farla fruttare: quanti modi? Quali scegliere?

Senza alcuna interruzione tra il precedente ed il successivo seminario si è passati a parlare di tutti i processi alla base della realizzazione di un’applicazione mobile, dall’ideazione alla pubblicazione, cercando di descrivere le sensazioni che si provano appena l’idea nasce, di quanto sia difficile razionalizzarla e capire quanto infine si tratti realmente di un’idea valida. Grazie alla collaborazione di Fabrizio Caccavello, si è descritto di come anche l’accessibilità nelle app svolga un ruolo fondamentale nel processo produttivo. Ma come tutte le idee che richiedono un investimento economico, ed il cui investitore è un’azienda, prevedono un ritorno economico e per farlo bisogna identificare il business model da applicare al servizio: acquisti in app, advertising, sottoscrizioni a servizi sono alcuni dei possibili ritorni economici, ma quale scegliere?

Chi ha scritto “2001: Odissea nello spazio” una volta disse che: “Le nuove idee passano attraverso tre fasi: Non può essere fatto. Probabilmente si può fare, ma non ne vale la pena. Ho sempre detto che si trattava di una buona idea!” Ai giorni nostri, qualsiasi Idea può diventare un’App ed essere pubblicata negli store. E le fasi da percorrere sono 4: ideazione, progettazione, sviluppo e pubblicazione. E se volessimo anche guadagnarci dall’idea? Come un uccellino che saltella da un ramo all’altro, analizzeremo tutti gli aspetti che ci porteranno a determinare quale potrà essere la possibile fonte di guadagno alle spalle della nostra app.

Curiosità

Tutti gli ospiti entrati in sala per seguire il workshop hanno ricevuto un bigliettino da visita (nell’immagine che segue), ma quanti hanno visto cosa si cela dietro al QRCode?

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