Con questo articolo ho intenzione di inaugurare la mia rubrica di approfondimento sul workshop portato a “SMAU Milano 2019: Cosa ho imparato dalle favole da bambino? Le mie 10 regole per un progetto di successo“.
La prima regola per avviare un progetto nel migliore dei modi è definire un accordo di confidenzialità.

Per chiarire meglio il motivo e la validità di questa regola mi farò aiutare da una favola, la stessa utilizzata durante il workshop tenuto a SMAU.

La volpe e il cavallo

Un contadino aveva un cavallo fedele che era diventato vecchio e non poteva più servirlo; perciò il padrone non voleva più mantenerlo e gli disse: “Ormai non mi puoi più essere utile, ma se hai ancora tanta forza da portami qui un leone, ti terrò: adesso però vattene dalla mia stalla” e lo scacciò in aperta campagna. Il cavallo era triste e se ne andò verso il bosco, per cercare riparo dalla pioggia. E incontrò la volpe che gli disse: “Perché‚ te ne vai in giro da solo con la testa bassa?“. “Ah” rispose il cavallo “fedeltà e avarizia non abitano nella stessa casa: il mio padrone ha dimenticato tutto quello che ho fatto per lui in questi anni, e siccome non riesco più a fare il solco diritto, non mi vuol più dare da mangiare e mi ha scacciato. Ha sì detto che se avrò la forza di portargli un leone mi terrà; ma sa bene che non posso.” La volpe disse: “Ti aiuterò io: mettiti lungo disteso come se fossi morto, e non muoverti.” Il cavallo fece come gli aveva detto la volpe, mentre questa andò dal leone, che aveva la sua tana là vicino, e disse: “Là fuori c’è un cavallo morto; vieni con me e mangerai a volontà.” Il leone andò e quando si trovarono dov’era il cavallo, la volpe disse: “Qui però non hai tutte le tue comodità; sai che facciamo? Legherò la sua coda alla tua zampa, così lo puoi trascinare nella tua tana e mangiartelo in santa pace“. Al leone piacque il consiglio e stette là fermo, perché‚ la volpe potesse legare bene il cavallo. Ma la volpe con la coda del cavallo gli legò insieme le zampe, attorcigliò e strinse tutto così bene e con tanta forza, che non c’era verso che si spezzasse. Quand’ebbe finito il lavoro, gridò al cavallo, battendogli sulla spalla: “Tira, cavallino bianco, tira!” Allora il cavallo salto su e trascinò il leone con sé. Il leone si mise a ruggire che gli uccelli del bosco volarono via per lo spavento; ma il cavallo lo lasciò ruggire, lo tirò e lo trascinò per i campi, fino alla porta del suo padrone. Quando il padrone lo vide, cambiò parere e disse al cavallo: “Rimarrai con me e te la passerai bene.” E lasciò che mangiasse a sazietà fino alla morte.

La volpe e il cavallo – Fratelli Grimm

Nella favola che hai appena letto, è descritta la stipula di due accordi. Uno tra il contadino (cliente) ed il cavallo (fornitore) e l’altro tra il cavallo e la volpe (collaboratore del fornitore).

“se hai ancora tanta forza da portami qui un leone, ti terrò”

Accordo stipulato tra il contadino ed il cavallo

Il contadino offre al cavallo un’accordo poco conveniente per quest ultimo (se hai ancora tanta forza da portarmi qui un leone), supponendo che in tal modo l’accordo (ti terrò) possa avvantaggiarlo.

Tuttavia tra il contadino ed il cavallo, non vi era alcun accordo prima della proposta del contadino, pertanto non ci sarebbe stata possibilità di contestazione da parte del cavallo sulla proposta del suo padrone. Se il cavallo ed il contadino avessero stipulato un accordo nel quale erano riportate tutte le clausole, probabilmente il cavallo non avrebbe dovuto affrontare una sfida impossibile.

La certezza del fallimento era dietro la porta, consapevole il cavallo delle proprie possibilità.

Eppure grazie al valido contributo della volpe, il cavallo riesce ad onorare l’accordo del contadino per ottenere ciò che gli sarebbe spettato.

Il secondo accordo, coinvolge la volpe e il cavallo. Dal momento della stipula si instaura un rapporto di massima fiducia del cavallo nei confronti della volpe in quanto la volpe risulta vincolata da un accordo: (“Ti aiuterò io”).

Grazie all’accordo con la volpe, il cavallo riesce a portare il leone alla fattoria.

Ma qual’è il motivo che dovrebbe spingere sempre a stipulare un accordo tra le parti?

Il cavallo lo ha compreso chiaramente che: “fedeltà e avarizia non abitano nella stessa casa.”

La volpe disse: “Ti aiuterò io: mettiti lungo disteso come se fossi morto, e non muoverti”

Accordo stipulato tra il cavallo e la volpe

Stipulare l’accordo

Nella favola si racconta di accordi che possono essere riconducibili più facilmente ad un accordo lavorativo (contratto di assunzione), ma esistono numerosi tipi di accordi. Alcuni possono essere stipulate sotto forma di scrittura privata tra le parti, altri necessitano di un notaio per convalidarne da un lato l’autenticità e dall’altro per evitare che particolari accordi possano essere in violazione della legge.

Gli accordi sono tipicamente scritti da avvocati che conoscono bene la materia e le leggi che vi si applicano, tendendo quindi a chiarire, per ciascuna condizione, le forme necessarie a dirimere qualsiasi dubbio in un’eventuale aula di tribunale.

Gli accordi sono firmati da entrambi i soggetti coinvolti.

Un accordo di confidenzialità, o riservatezza, è all’atto pratico una scrittura privata che chiarisce le regole con cui le informazioni che passano da un soggetto all’altro (tipicamente cliente/fornitore oppure azienda/collaboratore) sono tenute a rispettare durante tutto il periodo in cui ci sarà corrispondenza. La riservatezza è applicata a tutte quelle informazioni di cui una delle due parti viene a conoscenza a seguito di collaborazione, conversazione e/o corrispondenza.

Questi accordi sono quindi utili per evitare che segreti industriali, idee non depositate e tecnologie competitive possano finire nelle mani della possibile concorrenza, rendendo il cliente e il fornitore meno competitivi. Non solo, lavorando con grandi banche dati, si potrebbe venire a conoscenza di dati fortemente riservati: sanitari o giudiziari e magari, senza alcun accordo di confidenzialità, potrei usarli in qualche modo a mio vantaggio. Certo si cadrebbe nel penale, ed è una pratica per niente etica, ma qualcuno potrebbe comunque decidere di intraprendere questa strada.

In un mondo perfetto, non sarebbe necessario stipulare alcun accordo, poiché il buon senso ci direbbe che se vengo a conoscenza di un segreto o più in generale di un’informazione riservata non posso e non devo divulgarla.

Tuttavia esistono soggetti che danno priorità al denaro prima che alla riservatezza (altrui) pertanto, per assicurare al cliente che l’opera che si svolgerà sarà nel totale rispetto della sua riservatezza, è importante stipulare un’accordo di confidenzialità.

Efficacia

Per rendere efficace un accordo di riservatezza, oltre ad aver richiesto il consulto di un avvocato, è importante che lo stesso venga firmato da entrambe le parti coinvolte dall’accordo.

Il metodo migliore per assicurare che il documento non venga alterato è firmarlo digitalmente, possibilmente da entrambe le parti o comunque l’ultima firma apposta dovrà essere digitale.

In alternativa sarà necessario che l’accordo di confidenzialità sia stampato in duplice copia e firmato in compresenza.

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